Cos’è un processo infiammatorio e come si instaura nel nostro organismo?

Calor, rubor, tumor, dolor et functio laesa… No! Non sono dei personaggi mitologici, ma sono i sintomi tipici del processo infiammatorio conosciuti fin dall’antichità classica.

L’infiammazione o “flogosi” è infatti una risposta fisiologica messa in atto dal nostro organismo per contrastare l’azione di microrganismi patogeni (come virus, batteri, protozoi…) o di agenti fisici e chimici e ha come obiettivo quello di identificare ed eliminare l'agente nocivo e rimuovere i componenti danneggiati del tessuto promuovendo la guarigione.

Questo è quello che accade nell’INFIAMMAZIONE ACUTA che, come dice il termine stesso, ha un’insorgenza brusca e rapida e si manifesta con quei sintomi tipici dal nome un po’ difficile:

- Calor: calore causato dall'aumento della temperatura locale come conseguenza dell'aumentata vascolarizzazione;

- Rubor: arrossamento legato all’aumento di sangue nell’area interessata;

- Tumor: gonfiore dovuto all’accumulo di liquido in seguito all’aumentata permeabilità dei vasi sanguigni;

- Dolor: facile da intuire, ossia l’indolenzimento provocato dalla compressione e dalla stimolazione delle terminazioni nervose a causa dell’edema;

- Functio laesa: riduzione della funzionalità della parte del corpo colpita.

Si parla infatti di angio-flogosi proprio perché sono i vasi sanguigni a subire la maggior parte dei cambiamenti che sono fondamentali per permettere la migrazione di fluidi, proteine, neutrofili e macrofagi dal sangue al sito di danno tissutale.

In questo modo i globuli bianchi, le sentinelle del nostro corpo, insieme ai mediatori chimici dell’infiammazione acuta (TNF-α, IL-1, IL-6) possono raggiungere il sito interessato, instaurando e mantenendo il processo infiammatorio volto a bloccare l’avanzata del patogeno, riparando in poco tempo le lesioni ai tessuti e ristabilendo la normale funzionalità dell’organismo.

Sono proprio questi mediatori chimici dell’infiammazione a causare sintomatologie temporanee come inappetenza, febbre, dolori muscolari, mal di testa che solitamente riscontriamo nei malanni di stagione o nell’influenza, o gonfiore e dolore localizzato se l’infiammazione è dovuta ad un trauma.

Solitamente l’infiammazione si risolve con la completa guarigione, ma in alcuni casi si può avere la cronicizzazione dovuta all’incapacità dell’organismo di eliminare completamente l'agente flogogeno.

Si parla così di INFIAMMAZIONE CRONICA o Isto-flogosi dove anche ripetuti episodi di infiammazione acuta possono provocare cronicizzazione causando danni tissutali irreversibili, con riduzione o perdita della funzione dell’area interessata.

Questo è quello che accade in malattie infiammatorie croniche come diabete, artrite, malattie cardiovascolari, obesità, malattie neurologiche, cancro…

A volte questo genere di infiammazioni si instaura anche a causa dell’incapacità del nostro sistema immunitario di distinguere il self dal “non-self”, causando quelle che vengono chiamate malattie autoimmuni.

 

COME SI CONTRASTA UNO STATO INFIAMMATORIO?

Inutile dire che stress continuo, cattiva alimentazione, sedentarietà, obesità, fumo di sigaretta, scorretta postura, sono tra i fattori che più ci espongono a questo genere di problemi, pertanto un corretto stile di vita è sempre alla base del benessere fisico ma anche mentale di ognuno di noi.

Solitamente per ridurre l’infiammazione e soprattutto per evitare che cronicizzi, si utilizzano farmaci come i FANS (antinfiammatori non steroidei) che agiscono riducendo la sintesi delle prostaglandine, mediatrici dell’infiammazione, e agendo da antipiretici e antidolorifici.

Altri farmaci ampiamente utilizzati sono i cortisonici (antinfiammatori steroidei) che svolgono un ruolo molto importante nel trattamento delle reazioni allergiche o delle malattie autoimmuni.

Da tempo però si sta cercando di trovare degli antinfiammatori di origine naturale che possano essere di supporto ai farmaci tradizionali, e che allo stesso tempo non abbiano effetti collaterali.

In tal senso molti studi sono stati rivolti alla Moringa oleifera.

 

COME INTERVIENE LA MORINGA NELLA REGOLAZIONE DEL PROCESSO INFIAMMATORIO?

Un po’ tutte le parti della pianta mostrano attività analgesica, antinfiammatoria e antipiretica.

I mediatori chimici dell’infiammatorie come l'IL-1 e il TNF-α stimolano la produzione di prostaglandine responsabili dell’infiammazione acuta.

Diversi studi[1] hanno dimostrato che la Moringa oleifera è in grado di agire contemporaneamente su due fronti: 

- riducendo la produzione di TNF-α, IL-6 e IL-8 in risposta sia alla presenza di batteri, sia alla presenza di macrofagi stimolati dal fumo di sigaretta;

- agendo a livello del DNA inibendo l'espressione del gene RelA, attivo durante l'infiammazione;

In questo modo è in grado di alleviare la sintomatologia tipica di un processo infiammatorio.

Alle foglie è imputabile l’azione antipiretica[2] della pianta, non a caso viene utilizzata da secoli nella medicina tradizionale ayurvedica.

Le molecole bioattive presenti nella pianta che contribuiscono alla proprietà antinfiammatoria sono tantissime: tannini, fenoli, alcaloidi, flavonoidi, carotenoidi, β-sitosterolo, moringina, moringinina, β-sitostenone che, insieme alla straordinaria ricchezza in vitamine, nutrienti essenziali e antiossidanti la rendono particolarmente adatta a supportare il nostro sistema immunitario nella lotta alle infiammazioni.

Si tratta di una pianta straordinaria che non finisce mai di sorprenderci e forse gli antichi avevano ragione a chiamarla ALBERO DELLA VITA!

 

 

[1]: An ethyl acetate fraction of Moringa oleifera Lam. inhibits human macrophage
cytokine production induced by cigarette smoke.
[2]: A Review of the Phytochemical and Pharmacological Characteristics of Moringa oleifera